Feltrinelli, € 16
Autore inquieto e osservatore attento dei meccanismi del successo, Bruce Springsteen ha influenzato generazioni di giovani, venduto milioni di dischi e respinto definizioni ed etichette.
Accanto alla fama di irresistibile maestro di cerimonie del rock, ha maturato una sempre più consapevole identità acustica e si è fatto custode di un'antica tradizione popolare.
I suoi personaggi sono operai, disoccupati, migranti, assassini, reduci di guerra, ex galeotti: tutti figli ideali di Tom Joad, il protagonista di "Furore" di John Steinbeck.
Marina Petrillo si lascia guidare dalla "voce folk", quella con cui Springsteen sa rievocare i personaggi di Steinbeck, i paesaggi di Faulkner, le ballate di Woody Guthrie fino al blues, al gospel e allo spiritual.
Dai boschi stregati di "Nebraska" al tour solitario di "The ghost of Tom Joad", da "Devils & Dust" alle esperienze con la Seeger Sessions Band e la campagna elettorale di Barack Obama, la voce folk è quella in cui si materializza la voce del vero narratore. Da lì, e soprattutto da lì, dice Petrillo, affiora la voce del mistero e della passione civile.
Rigoroso nella ricostruzione di uno Springsteen quasi inedito, "Nativo americano" è un libro avvincente come una ballata.